Residenza disgiunta, con questa opzione legale risparmi centinaia di euro: come funziona

Residenza disgiunta per risparmiare centinaia di euro. Ecco l’opzione legale che in pochi conoscono ma che può migliorarti la vita.

Molto più semplice da  ottenere di quello che si può pensare, tutti i cittadini possono richiederla. Essa, però, verrà concessa dalle autorità competenti solo a chi ne ha i requisiti, e non varrà per sempre. Pertanto, esistono sul nostro territorio realtà dove due o più persone vivono assieme, ma hanno residenze legali diverse.

Residenza disgiunta risparmio
Residenza disgiunta: cos’è – meteoreporter24.it

Questo significa che non tutti risulteranno abitare abitualmente nello stesso luogo pur essendo una famiglia. In questo caso le persone avranno residenze legali differenti, come dovrà risultare alle autorità competenti. Stiamo, perciò, parlando di residenza disgiunta che può essere richiesta legalmente in pochi casi.

Infatti, per la legislazione in vigore due coniugi devono vivere sotto lo stesso tetto e chi lo abbandona commette un reato. Esistono però delle attenuanti che possono permettere alla moglie di avere un marito ma risiedere in un luogo diverso dal suo. In questo caso, ufficialmente, i coniugi vivrebbero separati non nella medesima abitazione senza infrangere alcuna norma. Cerchiamo di approfondire il tutto per capire meglio.

Moglie e marito, quando possono vivere separati

La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro ed è quindi facilmente comprensibile come la professione possa essere un valido motivo per chiedere una residenza disgiunta. Allo stesso modo, vista l’importanza che viene data nel nostro Stato alla famiglia, anche l’assistenza di un familiare può essere un valido motivo per vedersi riconosciuto il diritto di vivere in una casa diversa da quella del marito.

Come funziona la residenza disgiunta
Tutto sulla residenza disgiunta – meteoreporter24.it

Si tratta, dunque, di una situazione amministrativa temporanea dove individui che fanno parte di una stessa famiglia possono abitare in case separate prendendo residenze diverse. I motivi per cui può essere richiesta la residenza disgiunta sono essenzialmente esigenze di studio, di lavoro o di assistenza di un familiare.

Per vedersi riconosciuto questo diritto, che ha conseguenze anche sul calcolo dell’IRPEF e sulle agevolazioni fiscali comunali, occorre quindi rispettare alcuni criteri. Per esempio, lo studente universitario avrà la residenza disgiunta se si trasferisce a studiare lontano dal nucleo familiare di origine.

Ugualmente, otterrà questo diritto, il familiare che assiste un parente malato che risiede in un altro comune, il coniuge separato che ha in corso il divorzio e i lavoratori che vogliono risiedere nel comune dove lavorando purché questo sia lontano dal loro nucleo di origine.

Per richiedere la residenza disgiunta basta avanzare apposita domanda all’anagrafe del Comune dove si vuole risiedere portando con se un documento di identità in corso di validità e riempiendo l’apposito modulo. A seguito dei dovuti controlli, l’ente amministrativo potrà avvalorare la richiesta.

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