NEVE in LIGURIA 2 Aprile, aggiornamento SHOCK: possibili “palle di neve” sulla costa ligure!

Pubblicato il 1 Aprile 2022 alle 7:52

E’ pazzesco l’aggironamento meteo delle ore 19:00 in vista del maltempo previsto nella giornata del 2 Aprile 2022. Quel che potrebbe accadere nelle prossime 24 ore è veramente emozionante! Un vero e proprio CICLONE centrato davanti alle coste del ponente ligure. Le temperature infatti inizieranno a calare di diversi gradi già dalla serata di oggi Venerdì’ 1 Aprile, grazie all’avvenzione gelida in quota. La NEVE (quella vera) a partire da metà della prossima notte, cadrà solo in collina con accumuli mediamente oltre i 600-700m, ma “palle di neve tonda” potranno comparire anche alle quote inferiori, specie se durante un rovescio temporalesco particolarmente intenso. Il momento migliore sarà la mattinata, ma ci saranno occasioni localizzate anche nelle ore pomeridiane di sabato 2 Aprile.

Si tratta di un “ricciolo gelido” con temperature fino a -35°C a 5000m che farà crollare lo zero termico sotto i 600-700m nella mattinata di sabato 2 Aprile. Considerando il forte rischio di rovesci temporaleschi (come accaduto questo pomeriggio sul Piemonte), potrebbero presentarsi le condizioni per rovesci di “NEVE TONDA” addirittura su alcuni tratti di costa. In caso di rovesci intensi, si potrebbero verificare accumuli al suolo o una leggera imbiancata per qualche minuto, anche con temperature ben superiori a 5-6°C. Pensare che oggi in provincia di Torino si è passati in 1 ora da 15°C a 3°C sotto questo tipo di rovesci temporaleschi e di neve tonda. Ovviamente trattandosi di eventi di stampo temporalesco non sappiamo dove potranno colpire con esattezza, ma le occasioni ci saranno sia a levante sia a ponente.

Ma cerchiamo di capire qualcosa di più sulla differenza di questi fenomeni,che cosa sono e come si formano!

NEVE TONDA (graupel in tedesco, in inglese snow pellets, codice Metar: GS) – I cristalli di neve nella loro discesa verso il suolo possono trovare condizioni e masse d’aria diverse. Nel caso del graupel, i cristalli di neve incontrano goccioline di acqua sopraffuse del diametro di 10µm, che possono esistere anche con temperature ben al di sotto del punto di congelamento (addirittura, anche se raramente fin sui -40°C). Le goccioline al contatto con i cristalli di neve, si solidificano, letteralmente “orlando” il fiocco. Se l’aggregazione continua, il fiocco originario non è più riconoscibile e prende le sembianze di una pallina di ghiaccio soffice. Nel cadere non produce rumore e il suo aspetto è opaco come quello della neve. Se lo si prende in mano si distrugge facilmente.

GRAGNOLA (in inglese small hail, codice Metar: GS) questa precipitazione per forma è simile alla grandine, ma la formazione è invece la stessa del graupel. La differenza sostanziale sta che lo strato di ghiaccio che circonda il fiocco di neve è superiore al primo e soprattutto ha una densità maggiore. La gragnola è tipica dei temporali invernali, quando la maggior turbolenza, a causa dell’aria molto fredda in quota, permette una maggior aggregazione di goccioline di acqua intorno al fiocco di neve. Quando cade, la gragnola produce un rumore simile alla grandine, anche se visivamente è totalmente lucida.

GRANDINE (in inglese Hail, codice Metar: GR) La sua formazione avviene all’interno delle celle temporalesche e si forma quando le correnti ascensionali sono abbastanza forti. Un primo nucleo di ghiaccio viene trasportato verso l’alto del cumulonembo dove si può aggregare con altri nuclei di ghiaccio o con gocce di pioggia. La dimensione della grandine dipende da quanto sarà forte la corrente ascensionale, ma anche da altri fattori come: higher elevation, lower freezing zones, and wind shear. La spiegazione, la formazione e come individuare la grandine all’interno di un temporale, meritano un’articolo a parte, per cui non ci soffermeremo ulteriormente.

NEVE (snow in inglese, codice Metar: SN) – Grazie ai nuclei claciogeni, le varie goccioline si aggregano formando minuscoli cristalli di ghiaccio, questi minuscoli cristalli continuano ad aggregare molecole di vapore finché raggiungono la soglia dei 200µm e come per la pioggia vincendo la spinta ascensionale dell’aria, cadono verso il suolo. Nella loro caduta verso il suolo, i cristalli di ghiaccio possono aggregarsi con altri cristalli di ghiaccio, generando i classici fiocchi di neve (snowflake), oppure con altre gioccoline liquide o sopraffuse, generando altri tipi di precipitazioni.

Qui sotto vi mostriamo invece le immagini di VENERDI 1 APRILE durante i forti temporali di neve tonda che hanno colpito gran parte del Piemonte e dell’alta Lombardia.

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