TRAMONTANA SCURA in Liguria? Tutti gli approfondimenti dettagliati ZONA per ZONA

Pubblicato il 6 Dicembre 2021 alle 3:02

La “tramontana scura” è un vento rafficato e turbolento, caratteristico dell’affascinante microclima del centro-ponente ligure. Nella maggior parte dei casi, ad ogni peggioramento che coinvolge la Liguria, la tramontana, con la sua classica provenienza da Nord o N-NE, si attiva accompagnando le varie fasi perturbate. In genere soffia veramente impetuosa, con raffiche che facilmente possono oltrepassare i 60-80 km/h. Questo perché accompagna il classico travaso di aria più fredda e pesante dal basso Piemonte verso le coste liguri. Difatti, i contrasti termici che si vengono ad instaurare fra il basso Piemonte, solitamente molto più freddo delle coste liguri, determina un notevole “gradiente termico orizzontale” che a sua volta va ad inasprire il “gradiente barico orizzontale” tra gli opposti versanti dell’Appennino Ligure. Da tali divari termici e barici, fra basso Piemonte (dove in inverno preesistono nei bassi strati i cuscini freddi padani) e le coste ligure (molto più calde data la forte influenza marittima) si attivano le intense raffiche di tramontana sulle principali vallate della Riviera di Ponente, più precisamente tra Albenga e Genova Quinto.

Ma facciamo ora un approfondimento per capire meglio questo “TRAVASO PADANO” o “TRAMONTANA SCURA” dove si verifica nell’intera sua purezza: innanzitutto le aree maggiormente esposte alla “PURA TRAMONTANA SCURA” sono quelle comprese tra Vado Ligure e Celle Ligure. Infatti alle spalle di questo tratto di costa, riserviamo due valichi piuttosto bassi (come il Cadibona ed il Giovo) e l’aria travasa “puramente” verso la costa senza assumere nessun tipo di riscaldamento adiabatico. Stessa situazione anche a Genova tra Vesima e Quinto, specialmente agli sbocchi delle valli Leira, Polcevera e Bisagno. Soltanto in queste aree abbiamo la caratteristica di tramontana scura realmente “pura”.

Adesso passiamo al resto del Savonese interessato pur sempre da tramontana scura ma non prettamente “pura”. Avremo delle aree vallive maggiormente favorevoli ad un buon travaso come ad (esempio la Val Neva sopra a Cisano nella piana ingauna, così come la Val Varatella a Toirano, la Val Maremola nel Pietrese e le valli del Finalese), ed aree vallive dove il fenomeno risulta addirittura localmente “fhoenizzato” o “favonizzato” (quindi invece di raffreddare i bassi strati tende a surriscaldarli). Stiamo parlando della zona tra Varazze e Cogoleto e la zona di Boissano e Loano. Proprio a ridosso di queste ultime località si presentano catene montuose particolarmente elevate e scoscese a picco verso la costa, come le pendici meridionali del Beigua-Reixa nel Varazzino ed il Carmo-Ravinet nel Loanese. Chi vi racconta che a Loano esiste la tramontana scura vi sta raccontando una castroneria!

Questi venti infatti scorrendo lungo le pendici così scoscese, per un effetto adiabatico forzato, tendono a surriscaldare la massa d’aria e mantendendo così una quota neve decisamente più elevata rispetto alle vallate adiacenti. E cosa fare per poterla riuscire a raffreddare? Innanzitutto servono precipitazioni forti e costanti (ancor meglio se a carattere di rovescio temporalesco) in grado da impederire il suddetto riscaldamento dell’aria anche se spesso e volentieri tale fenomeno va a mancare, portando quindi magari la neve a Celle Ligure e Savona e la pioggia a Varazze; stessa situazione anche a Loano e Boissano con la neve magari fin sul mare a Pietra Ligure e Borghetto S.S. e la neve a 400-500m di quota in Val Nimbalto o sul Ravinet.

Su tutte le restanti aree, da Genova Quinto verso la La Spezia e da Albenga verso Ventimgilia, non esiste la tramontana scura e inevitabilmente le quote delle nevicate risultano spesso e volentieri molto più elevate rispetto al Savonese e Genovese.

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