PROSSIMA SETTIMANA arriva l’ultima “SFURIATA INVERNALE”, la giornata peggiore MARTEDI 6 APRILE

Pubblicato il 3 Aprile 2021 alle 11:53

Già nel corso di Pasqua e Pasquetta avvertiremo i primi segnali di cambiamento con l’arrivo di venti freddi dai quadranti settentrionali, ma su gran parte del Nord Italia splenderà ancora il sole, almeno fino alla mattinata di Pasquetta. Poi la novità, confermata dall’ultimo aggiornamento di oggi, è rappresentata dalla formazione di un vortice ciclonico continuamente alimentato dall’aria molto fredda e instabile che giungerà fin sul Mediterraneo direttamente da latitudini polari.

Occhi puntati in particolare tra la nottata e le primissime ore di martedì 6, con il rischio di precipitazione nevose fino a bassissima quota (circa 350-400 metri, se non più in basso durante i rovesci più intensi) su Triveneto, Romagna, Umbria, Marche e Abruzzo. Successivamente, il peggioramento si estenderà anche a Lazio, Campania, Puglia e Calabria, regioni dove non possiamo escludere dei forti temporali. Sempre colpito marginalmente il Nord Ovest con isolati piovaschi a carattere di rovescio temporalesco molto localicazzati.

Mercoledì 7 le piogge saranno ancora probabili su buona parte delle regioni del Centro e rilievi interni del Sud con la neve che potrà scendere fin verso i 500 metri di quota, con possibili fiocchi, peraltro, anche sui fondovalle alpini (specie su quelli di confine). Giovedì 8 ultimi rovesci temporaleschi al Sud e su parte della Sicilia orientale, altrove avremo condizioni meteo decisamente più stabili.

Solo nella seconda parte della settimana il sole tornerà a splendere in maniera più generalizzata, ma attenzione perché le temperature si manterranno piuttosto basse per il periodo, specie nei valori notturni e sarà ancora piuttosto elevato il rischio di gelate tardive fin sulle pianure settentrionali e sulle zone interne del Centro: occhio, in particolare, a città come Cuneo, Torino, Milano, Piacenza, Parma, Bologna, Venezia, Firenze e Perugia. Anche in LIGURIA le temperature torneranno ampiamente sotto lo zero nell’entroterra, con estese gelate lungo i fondovalle.

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