NATALE con il pericolo del “GELICIDIO”, ecco le AREE più a rischio

Pubblicato il 19 Dicembre 2021 alle 8:03

A partire dal 24 DICEMBRE e per i giorni successivi, si pre-annuncia l’arrivo di una perturbazione atlantica supportata da correnti umide e molto miti. L’Italia sarà quindi interessata da un surriscaldamento alle quote medie (circa 1500m di quota), con valori anche di 2-3°C sopra lo zero. Per tale motivo, dove ristragnerà aria fredda nelle vallate alpine, non possiamo escludere il rischio di pioggia congelantesi o più comunemente conosciuto come GELICIDIO.

Il gelicidio ricordiamo che è un fenomeno che si verifica quando la pioggia rimane in forma liquida anche se la temperatura superficiale è inferiore allo zero, in tal modo si solidifica istantaneamente a contatto con il suolo formando uno strato di ghiaccio trasparente e molto scivoloso. Si tratta di un fenomeno pericoloso sia a piedi che in auto: piove normalmente ma in strada si forma del ghiaccio trasparente che crea non pochi problemi al traffico veicolare.

Il fenomeno accade quando a livello del suolo è presente uno strato di aria fredda, con temperature a 0°C o sottozero, mentre a 1500 metri c’è uno strato d’aria più calda (con temperature positive) che consente la fusione completa del fiocco di neve.  Tra i 1500m ed il suolo, anche ritrovando temperature vicine agli zero gradi, il fiocco di neve ormai “fuso” non riscuirà più a consolidarsi, toccando il suolo sempre in forma liquida. In tal modo, quando le gocce vengono a contatto con una superficie, congelano immediatamente, formando uno strato di ghiaccio trasparente, omogeneo, liscio e molto scivoloso, racchiudendo i rami degli alberi, gli arbusti, gli steli dell’erba e i fili elettrici all’interno di un involucro assai duro di acqua cristallizzata e trasparente. Il deposito di ghiaccio che si forma sugli oggetti è detto spesso vetrone o popolarmente vetriore, una forma particolare di ghiaccio vitreo.

Tra le AREE più a rischio sicuramente il Piemonte e la Lombardia, specie nelle vallate più riparate dove ristagnerà aria molto fredda. Dovrebbero essere escluse le aree di pianura della Valpadana, mentre risulteranno più a rischio le vallate alpine e prealpine, specie i fondovalle e le conche più fredde. Si consiglia di prestare la massima attenzione.

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