VARIANTE DELTA nel Regno Unito: le TERAPIE INTENSIVE si riempiono, morti anche tra i VACCINATI

Pubblicato il 15 Luglio 2021 alle 9:49

Bruttissime notizie in arrivo dal REGNO UNITO, dove la variante Delta del Covid-19 sta provocando un peggioramento di tutti i parametri epidemiologici. La “VARIANTE DELTA” pare resistere ai VACCINI. Oggi 15 Luglio è una delle peggiori giornate degli ultimi 150 giorni, non solo per il grave aumento dei contagiati ma anche per la conseguente impennata dei morti e degli ospedalizzati Oggi sono ben 4.000 pazienti positivi ricoverati, non erano così tanti dal 31 marzo, e di questi ce ne sono 550 in rianimazione, nuovo record dal 30 marzo.

I DATI DEL GIORNO – Oggi i 48.553 positivi sono stati rilevati su 1 milione e 210 mila tamponi processati, per un tasso di positività del 4%. Purtroppo anche ricoverati e morti, con il passare dei giorni, stanno aumentando in proporzione ai contagiati: l’aumento avviene in “ritardo” rispetto al contagio per le fisiologiche tempistiche del decorso della malattia, e non per la protezione data dal vaccino come illusoriamente si voleva narrare fino a qualche settimana fa.

Da quanto emerge dall’ultimo BRIEFING TECNICO pubblicato dal Public Health England pubblica i dati dei contagiati, dei morti e dei ricoverati vaccinati o non vaccinati, ed emerge infatti come circa il 65% dei MORTI e dei RICOVERI sono vaccinati, mentre il 45% dei CONTAGIATI sono vaccinati. La differenza è dovuta semplicemente al fatto che il virus sta circolando di più tra i giovani, come anche in Italia, e quindi ci sono più contagi tra i non vaccinati (che sono più giovani), ma rimane concentrato negli anziani il numero dei morti anche se hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

LEGGI QUI sotto il RAPPORTO Public Health England (PHE)

Secondo un recente rapporto di Public Health England (PHE), muoiono più persone vaccinate di COVID rispetto a persone non vaccinate. Il rapporto mostra che 163 delle 257 persone (63,4%) morte della variante delta entro 28 giorni da un test COVID positivo tra il 1 febbraio e il 21 giugno, avevano ricevuto almeno una dose del vaccino. A prima vista, questo può sembrare allarmante, ma è esattamente come ci si aspetterebbe.

Ecco un semplice esperimento mentale: immagina che ora tutti siano completamente vaccinati con i vaccini COVID, che sono eccellenti ma non possono salvare tutte le vite. Alcune persone che vengono infettate dal COVID moriranno comunque. Tutte queste persone saranno completamente vaccinate – 100%. Ciò non significa che i vaccini non siano efficaci nel ridurre la morte.

Il rischio di morire di COVID raddoppia circa ogni sette anni in più di un paziente. La differenza di 35 anni tra un 35enne e un 70enne significa che il rischio di morte tra i due pazienti è raddoppiato di cinque volte – equivalentemente è aumentato di un fattore 32. Un 70enne non vaccinato potrebbe avere 32 volte più probabilità di morire di COVID rispetto a un 35enne non vaccinato. Questa drammatica variazione del profilo di rischio con l’età significa che anche i vaccini eccellenti non riducono il rischio di morte per le persone anziane al di sotto del rischio per alcuni dati demografici più giovani.

I dati PHE suggeriscono che la doppia vaccinazione riduce il rischio di essere ricoverati in ospedale con la variante delta ora dominante di circa il 96%. Anche supponendo prudentemente che i vaccini non siano più efficaci nel prevenire la morte del ricovero in ospedale (in realtà è probabile che siano più efficaci nel prevenire la morte), ciò significa che il rischio di morte per le persone vaccinate con doppia vaccinazione è stato ridotto a meno di un ventesimo del valore per persone non vaccinate con lo stesso profilo di rischio sottostante.

Tuttavia, la diminuzione di 20 volte del rischio offerta dal vaccino non è sufficiente per compensare l’aumento di 32 volte del rischio di morte sottostante di un 70enne rispetto a un 35enne. Dato lo stesso rischio di infezione, ci aspetteremmo comunque di vedere più persone di 70 anni con doppia vaccinazione morire di COVID rispetto a 35 anni non vaccinati. Ci sono avvertimenti su questo semplice calcolo. Il rischio di infezione non è lo stesso per tutte le fasce d’età. Attualmente, le infezioni sono più alte nei più giovani e più basse nei gruppi di età più avanzata.

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