Il CICLONE del 4 LUGLIO 1965 in PIEMONTE: morti e distruzione in provincia di ALESSANDRIA

Pubblicato il 30 Giugno 2021 alle 10:22

Il ciclone che domenica 4 LUGLIO 1965 ha devastato la Val Padana ha colpito il Piemonte nelle sue zone meridionali, da Ovada alle langhe, causando tre morti, una quindicina di feriti ricoverati all’ospedale e numerosi contusi. Centinaia di case sono state distrutte o scoperchiate, il vento ha abbattuto muri e ha schiantato grosse piante. La grandine ha flagellato vigne e campi. La violenza del tornado è stata spaventosa nella zona di Ovada. A Cassinelle, in frazione bandita, più di cento case sono state abbattute o gravemente danneggiate. In un crollo è rimasta uccisa Ernesta Gallo in Garrone di 61 anni, e ferito suo cognato Antonio Cartosio di 66 anni.
Durante un lungo giro nelle zone più colpite, gli abitanti ci sono apparsi ancora sgomenti per la violenza dell’uragano.

Domenico Tortarolo di Bandita di Cassinelle descrive il tornado: “ho visto una grande massa di nuvole nere che turbinavano vorticosamente, scendeva dal monte bric sulle frazioni casalunga, casa toniola, borgo cartosio, e poi è successo il finimondo a bandita. Gli abitanti vengono attorno a noi per raccontare: “A Bosio – dice un altro – ho visto automobili “volare” per aria, e cadere come fossero di carta”.

Una penosa sciagura commuove tutte le popolazioni dell’ovadese: è la sorte toccata alla signora Wilma Gualco di 25 anni, abitante a Silvano D’orba. Era su un’auto col marito Giuseppe Picasso di 28 anni e il figlio Enrico di 2 anni. Sulla stessa macchina erano pure la sorella di Wilma, Rosa Gualco di 29 e la figlia Serenella di 3 anni. Percorrevano la strada dei laghi della lavagnina quando la bufera investì la vettura, l’alzò di peso e la gettò, capovolta, in un burrone. L’auto finì contro un albero sfasciandosi. Wilma Gualco aspettava un bimbo che avrebbe dovuto nascere fra tre mesi; riportò una gravissima ferita al fianco. Portata all’ospedale morì durante il viaggio. Tutti gli altri rimasero feriti. Il piccolo Enrico sta ora con i nonni paterni a Castelletto D’orba. Una vera strage di case è stata fatta dal tornado a Mornese: decine di abitazioni sono distrutte e altre lesionate o parzialmente scoperchiate. La pioggia delle tegole ha ferito molti abitanti.

Nel tardo pomeriggio dii DOMENICA 4 LUGLIO 1965 le zone più colpite sono state visitate dal prefetto di Alessandria, dal Presidente della Provincia, dal Vescovo di Acqui e dall’onorevole Pier Luigi Romita.
A Castelnuovo Bormida sono stati abbattuti parecchi muri divisori, fra cui quello dell’asilo infantile e quello del ragioniere Giuseppe Raffo. Il rag. Raffo ci racconta:

“Il cielo era scuro come fosse notte, e l’aria pesante. Io ho due cani, un setter e una piccola cara bestiola di razza incerta. Il setter non si muoveva, ma il cagnolino ad un tratto mi venne vicino. Tremava, guaiva, voleva venirmi in braccio, e finì per accucciarsi sotto la mia sedia. Pochi istanti dopo si scatenò il tornado. Quando potei uscire vidi un lungo muro divisorio abbattuto insieme con un capannone che gli era addossato”.

Non è possibile elencare tutte le zone colpite e i danni che ammontano a centinaia di milioni. Sono segnalati danni alle campagne, per la grandine, il vento e l’acqua, e alberi stroncati, e case scoperchiate a Sezzadio, Morbello, Castelnuovo Calcea e nei dintorni di Nizza; nell’astigiano a Montegrosso Agliano, Moasca, San Marzano Oliveto, Costiglione; nell’alta langa a Bosia, Torre Bormida, Borgomale e nella zona di Ceva.

TORNADO del 4 LUGLIO 1965 in Valpadana: 12 morti e centinaia di feriti, grandinate e venti fino a 200km/h

 

Edinet - Realizzazione Siti Internet