CORONAVIRUS: “variante Delta” in Gran Bretagna, l’efficacia del VACCINO scende al 60%

Pubblicato il 17 Giugno 2021 alle 12:03

In un mese l’incidenza della variante delta (ex indiana) del Covid è raddoppiata passando dall’1,8% al 3,4%. La mutazione del Coronavirus che ha fatto strage in India, che sta rallentando le riaperture in Inghilterra e che è caratterizzata da una maggiore contagiosità rappresenta in questo momento la maggior preoccupazione verso il ritorno alla normalità a cui si cerca di arrivare accelerando le campagne vaccinali.

E’ decisamente preoccupante la situazione COVID-19 in Gran Bretagna, sta che letteralmente precipitando nelle ultime ore con un aumento notevole del contagi e delle vittime. La VARIANTE Indiana (detta anche Delta) sta determinando un netto aumento dei contagi e l’aumento dei morti. Proprio per questo, Boris Johnson, potrebbe decidere un rinvio della fine delle misure restrittive previsto per il 21 giugno.

Secondo le ultimissime di Ansa, dovrebbe arrivare a breve. “La variante è fonte di grave, grave preoccupazione”, ha ammesso Johnson, dicendosi meno ottimista di quanto non lo fosse a maggio. Johnson sta valutando uno slittamento fino a un massimo di quattro settimane per la revoca delle restanti misure restrittive inizialmente prevista in Inghilterra non prima del 21 giugno. Lo confermano anche fonti alla Bbc. L’ultima fase del percorso di revoca delle restrizioni prevede la fine di ogni limitazione per i contatti sociali.

Boris Johnson è infatti preoccupato dalla risalita della curva del contagio. Si contano nelle ultime 24 ore oltre 8000 casi giornalieri: rimbalzo il cui impatto su casi gravi, ricoveri in ospedali e morti è per ora contenuto, ma parzialmente, dall’effetto accelerato di una campagna di vaccini giunta sull’isola a oltre 70 milioni di dosi somministrate.

I VACCINI FUNZIONANO contro la VARIANTE DELTA?

Efficacia scesa al 60% (AstraZeneca) e 79% (Pfizer)

È stato pubblicato ieri su Lancet uno studio su 19.500 infezioni e 377 ricoveri dalla Scozia. Il periodo esaminato va dal 1 aprile al 6 giugno: per quella data il 59,4% della popolazione scozzese risultava vaccinata con una dose e il 39,4% con due dosi. Tra le persone con più di 65 anni la percentuale di vaccinati era del 91,7% con una dose e del 88,8% con due dosi, percentuale che all’inizio dello studio era bassa, al 15,9%. I positivi complessivi alla Delta sono stati 7.723. Di questi, il 35,5% è andato in ospedale, ma il 70% dei casi Delta si è verificato in persone non vaccinate. I casi di Delta hanno riguardato tutte le età, ma in particolare la fascia 5-9 anni (se paragonata ai casi di varianti non Delta). Il rischio di finire in ospedale con la variante è stato stimato di 2 volte superiore (non significa che la variante sia di per sé più letale) ed è confermato che altre patologie sottostanti aumentino questa probabilità. L’efficacia dei vaccini contro le infezioni è stata stimata per Pfizer del 79% con la variante Delta (confrontato con il 92% sulla Alfa) e per AstraZeneca del 60% con la Delta contro il 73% verso la Alfa (in questo studio specifico).

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