CORONAVIRUS, ecco il nuovo DPCM: palestre, piscine e impianti sciistici restano chiusi fino al 15 febbraio

Pubblicato il 14 Gennaio 2021 alle 9:47

Lombardia e Sicilia saranno le prime zone rosse del 2021 da domenica 17 gennaio. Soltanto Campania, Toscana, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Valle d’Aosta resteranno in zona gialla, tutte le altre saranno arancioni. E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio proiettato sulle modifiche introdotte dal decreto legge del governo firmato questa sera dal Presidente Mattarella. Il nuovo Dpcm entrerà in vigore il 16 gennaio e prevede sostanziali novità: c’è il divieto di spostamento tra Regioni anche se sono gialle, in vigore fino al 15 febbraio. Resta invece concesso spostarsi in due (esclusi gli under 14 conviventi) per andare a trovare amici e parenti, anche nelle zone rosse. Gli abitanti dei piccoli comuni (meno di 5 mila abitanti) potranno uscire dal loro territorio comunale anche se in zona rossa e arancione, fino a 30km di distanza esclusi i capoluoghi di provincia.

Il governo ha invece accolto le richieste delle Regioni lasciando ai locali della ristorazione la possibilità di vendere prodotti da asporto fino alle 22: la norma “anti-movida” che voleva lo stop alle 18 rimane, ma solo per bevande alcoliche. Il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini ha detto che”Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori” e stavolta l’esecutivo ha ascoltato la richiesta degli enti locali.  Nella bozza del Dpcm si legge che l’asporto sarà sospeso alle 18 soltanto per chi svolge attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina) e 47.25 (commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati). In questo modo non ci sarebbe un giro di vite generalizzato: un locale che svolge attività di bar, ma ha anche la cucina, in linea teorica, potrebbe tenere aperto per l’asporto. L’obiettivo, ha spiegato il ministro Francesco Boccia a ‘Otto e Mezzo’, è cercare di limitare la “movida” delle persone che comprano bevande e le consumano nei pressi dei locali (circostanza comunque già vietata dal precedente Dpcm).

Nuovo Dpcm: riaprono i musei nelle zone gialle

La bozza del nuovo Dpcm prevede il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, dal lunedì al venerdì con esclusione dei giorni festivi nelle zone gialle, a condizione che detti luoghi , garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Nuovo Dpcm: introdotta la zona bianca

Con il decreto viene infatti introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Niente più coprifuoco nè limitazioni dei locali. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – sono lontani per il momento.

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Nuovo Dpcm: palestre, piscine e impianti sciistici restano chiusi fino al 15 febbraio

Nuovo rinvio per gli impianti sciistici, le palestre e le piscine che rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Nella bozza di Dpcm messa a punto dal Governo, infatti, si prevede che solo a partire da tale data i comprensori sciistici potrebbero riaprire, e solo dopo “l’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province. autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti“.

Nuovo Dpcm, dal 18 gennaio scuole superiori in presenza fino al 75%. Aperture anche per le Università

Didattica di presenza per le scuole superiori almeno al 50% e sino ad un massimo del 75%, a partire da lunedì prossimo 18 gennaio. Lo prevede la bozza di Dpcm messa a punto dal Governo. Alcune Regioni, comunque, hanno già adottato provvedimenti più restrittivi che prevedono la riapertura delle superiori più tardi. Le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca.Lo prevede la bozza di Dpcm messa a punto dal Governo.

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