CACCIA all’ORO nel TANARO a Garessio, parlano gli esperti: “Non c’è nulla da stupirsi”

Pubblicato il 17 Aprile 2021 alle 2:26

Il fiume Tanaro è tra i corsi d’acqua più imponenti d’Italia per lunghezza ed ampiezza del suo bacino idrografico. Nasce attraverso la confluenza dei torrenti Negrone e Tanarello, poco a monte della località Ponte di Nava. Il primo tratto di PERCORSO dalla sorgente fino a Ceva, non è mai stato un tratto particolarmente testato dai cercatori d’oro e quindi non si hanno particolari riferimenti di eventuali ritrovamenti negli ultimi anni.

Il secondo tratto da CEVA a CHERASCO è sicuramente un’area maggiormente interessata, specie nelle fasi di secca (stagione estiva). Si tratta del settore maggiormente remunerativo in termine di ritrovamenti di pagliuzze d’oro. Induviduando un buon posto di ricerca, con una sola passata si possono trovare con facilità da 1 a 5 presenze di oro (di dimensione inferiore al millimetro) ma i più fortunati riescono a recuperare delle vere e proprie “stelline d’oro” fino a 3mm di dimensione.

Poi il terzo tratto da CHERASCO sino alla confluenza con il PO, dove la caccia all’oro è sicuramente molto più complicata. Su questo settore ritroviamo moltissima sabbia, molto variabile a seconda di ogni piena ormai possibile in qualsiasi stagione. Anche qui si ricerca soprattutto vicino alle grandi pietre, ma gli scavi troppo profondi e la perdita di tempo, scoraggiano gran parte del cercatori d’oro a “rastrellare” soprattutto questo settore.

Oggi è stata virale la FOTO che ha ritratto due cercatori d’oro, muniti di pala, setaccio e batea proprio a GARESSIO (CN).

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