Possibile IRRUZIONE FREDDA sull’ITALIA dal 20-21 Febbraio, NORD-OVEST ancora escluso?

Pubblicato il 14 Febbraio 2020 alle 2:57

Con buona probabilità, dal 20 al 22 febbraio, l’alta pressione tornerebbe a perdere smalto, spostando il suo baricentro più verso l’Atlantico e esponendo l’Italia a flussi settentrionali. Allo stato attuale dei dati questi impulsi,  essenzialmente due nella fase considerata, uno intorno al 20 ed un secondo per il 22 febbraio, dovrebbero riuscire a raggiungere l’Italia disseminando nubi, piogge e anche vento da Nord a Sud, magari con instabilità più efficace sulle regioni centro-meridionali, appenniniche e su quelle Alpine, specie versanti Nord.

Ancora una volta il Nord-Ovest dovrebbe rimanere comunque ai margini di questi peggioramenti di stampo invernale, grazie alla catena alpina che favorirà irruzione sempre molto decentrate verso Triveneto e versante adriatico. Saranno quindi ancora una volta le regioni centro-meridionali a ricevere qualche apporto precipitativo, nevoso sull’Appennino.

Vi è ancora molta incertezza, però, sulla incisività di questi impulsi e soprattutto sull’alimentazione fredda che ne conseguirebbe. Se, infatti, l’alta pressione, pure in crisi e con baricentro più deviato a Ovest,  non si spostasse di molto dal bacino centrale del Mediterraneo, il rischio che essa possa tornare a piegare lungo i paralleli e a tagliare l’alimentazione fredda ai nuclei subpolari, sarebbe piuttosto concreto. Di conseguenza, potrebbero perdere efficacia le offensive più spiccatamente invernali, quelle cioè che porterebbero irruzione di correnti fredde significative e occasioni per nevicate.

Il dato a oggi, circa il potenziale di azione più fredda tra il 20 e il 22 febbraio, si fa meno certo, ma sussiste ancora essendo ampiamente computato nelle simulazioni. A noi non resta che valutare giorno per giorno lo stato di salute dell’alta pressione ed evidentemente anche la forza offensiva di fronte subpolare, al fine di considerare se nella seconda parte della prossima settimana si potrebbero avere condizioni più invernali e con rischio nevicate fino a quote medio-basse o collinari, oppure si tratterebbe solo di ennesimi nuclei che interesserebbero marginalmente l’Italia, magari con temporaneo calo termico e un po’ di fenomeni sparsi, ma senza grosse conseguenze in termini spiccatamente invernali.

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