GHIACCIO RECORD al Polo Nord: la più ampia “CALOTTA POLARE” dal 2010

Pubblicato il 13 Febbraio 2020 alle 1:29

Possiamno tranquillamente sbilanciarci dicendo che l’inverno è stato mite su gran parte dell’Eurasia e del Nord America, con l’eccezione di Alaska e parti del Canada. Questo, però, significa che molta aria fredda è rimasta circoscritta nella zona del POLO NORD, aiutando a congelare l’Artico e le aree circostanti, come non accadeva da ben 10 anni. L’ultima analisi del ghiaccio marino mostra che durante questo inverno molto mite per le medie latitudini, l’aria fredda “intrappolata” sul circolo polare è stata molto utile per la crescita e il recupero della calotta polare.

Ogni inverno, l’oceano Artico si congela, raggiungendo una massima estensione del ghiaccio marino intorno al mese di marzo. Gli espeerti mostrano la crescita del ghiaccio e un confronto con il 2012, l’anno che ha avuto la minor estensione di ghiaccio marino nel mese di settembre. Dall’analisi di Severe Weather Europe, si può vedere che quest’anno, la stagione del congelamento era iniziata a bassi livelli, più bassi rispetto al 2012, ma il vortice polare più forte del normale ha aiutato a mantenere l’aria più fredda nelle regioni polari, favorendo la crescita del ghiaccio. Il grafico dell’anomalia delle temperature per il circolo polare mostra le fasi più fredde della norma durante l’inverno, che hanno contribuito al processo di crescita del ghiaccio marino.

La calotta polare è in buone condizioni. Ci sono concentrazioni più basse della norma sui bordi esterni, ma rispetto agli ultimi anni, la situazione è migliore. Non c’è stata un’estensione del ghiaccio marino così grande almeno dal 2010. Negli ultimi 20 anni, il 2020 è attualmente alla 7ª estensione del ghiaccio più grande per l’inizio di febbraio e appena sopra l’estensione media del periodo 2001-2010.

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