CORONAVIRUS, rischio “DPCM FOTOCOPIA” dopo il 3 dicembre: in caso di “appiattimento” della curva, potrebbero esserci 2 novità

Pubblicato il 19 Novembre 2020 alle 12:44

Ieri  si sono registrati 34.283 nuovi contagi da coronavirus su 234.834 tamponi eseguiti e 753 vittime, mai cosi’ tante nella seconda ondata della pandemia. Mancano ancora poco piu’ di due settimane alla scadenza dell’ultimo Dpcm del governo che ha introdotto il ‘coprifuoco’ e il principio delle fasce di rischio per le regioni, ma si rafforza sempre di piu’ l’ipotesi di un Dpcm ‘fotocopia’ per altri 15 giorni. Il Governo non ha ancora preso alcuna decisione in vista del Natale ma l’obiettivo, viene ribadito, resta sempre quello di evitare il lockdown nazionale ma anche quello di non abbassare minimamente la guardia.

In 17 regioni e’ stata superata la soglia critica di terapie intensive e sulla tenuta del sistema ospedaliero, si misureranno le prossime mosse. Anche per questo motivo il ministro della Salute, Speranza, sarebbe orientato – secondo quanto riferiscono fonti parlamentari della maggioranza – a non prevedere cambiamenti per l’inizio del mese. Stando ai numeri il 27 novembre la Lombardia potrebbe tornare arancione, ma occorrera’ monitorare la situazione. La settimana successiva poi alcune regioni, come l’Emilia Romagna, potrebbero anche tornare ‘gialle’ ma anche qui bisognera’ considerare l’andamento dei prossimi giorni. Venerdi’, dopo il ‘report’ settimanale dell’Iss, si decidera’ per esempio se alcune regioni come la Puglia cambieranno colore ed entrare nella fascia a rischio alto.

In ogni caso il confronto all’interno dell’esecutivo sulle prossime mosse da compiere e’ in corso, sulla base delle stime fatte dal Comitato tecnico scientifico. Rispetto all’attuale Dpcm, qualora si andasse verso un raffreddamento della curva, potrebbero esserci due novita’, ipotizzano fonti ben informate. Ovvero la possibilita’ di garantire lo spostamento tra comuni e tra province all’interno di una regione a rischio mentre a livello nazionale c’e’ chi ipotizza – sempre se i dati dovessero migliorare – l’eventualita’ di ‘allungare’ l’orario dei ristoranti e di far slittare il ‘coprifuoco‘ dalle 22 alle 23. Ogni valutazione e’ comunque prematura.

I virologi – secondo quanto viene spiegato – sono contrari anche alla possibilita’ di un allentamento delle misure restrittive per alcune province all’interno delle regioni finite in zona rossa. I governatori chiedono una semplificazione degli indicatori per definire le fasce di rischio, puntando a 5 parametri ma il ministro Speranza ha chiesto che non venga cambiato l’algoritmo. Una delle ipotesi e’ che – dopo il 3 dicembre – si possa assegnare un valore maggiore ad un indicatore piuttosto che ad un altro. Si attende in ogni caso l’incontro tra il governo e le regioni (oggi pomeriggio alle 16) per capire se si uscira’ dall’impasse.

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