CORONAVIRUS, ecco la bozza del DPCM: coprifuoco alle 22 in tutt’Italia, zone rosse per 15 giorni nelle Regioni a rischio.

Pubblicato il 3 Novembre 2020 alle 6:45

Il nuovo Dpcm che il Governo ha appena presentato come bozza all’incontro con le Regioni prevede un coprifuoco nazionale dalle 22:00 di ogni sera alle 05:00 del mattino successivo: chi dovrà uscire a quell’ora, esclusivamente per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, dovrà farlo con autocertificazione. Tutti i locali di ristorazione potranno rimanere aperti con servizi al tavolo fino alle 18:00 e per consegne a domicilio e per il servizio da asporto sempre fino alle 22:00. Il nuovo Dpcm entrerà in vigore il 5 Novembre e durerà fino al 3 dicembre, ma ormai la scadenza dei Dpcm non ha alcuna importanza perchè è prevedibile che nuovi Dpcm verranno varati in base alla situazione ben prima della scadenza dei precedenti. In ogni caso durante l’incontro con le Regioni ci potranno essere modifiche al testo.

Sarà ancora consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Ulteriori limitazioni verranno imposte alle “zone rosse“, che verranno stabilite per alcune Regioni in base a parametri scientifici. La decisione sulle Regioni “rosse” verrà stabilita con “ordinanza del ministro della Salute, adottata sentiti i presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici secondo quanto stabilito nel documento di Prevenzione e risposta a Covid-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale, condiviso dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome l8 ottobre 2020 nonché sulla base del decreto del ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il Cts sui dati monitorati“. Al momento non sono state comunicate le Regioni “zona rossa” di questa prima fase, ma con ogni probabilità saranno Lombardia e Piemonte, come spiegato dal vice ministro Sileri oggi pomeriggio. Nelle Regioni rosse ci saranno anche pesanti limitazioni alla mobilità interna ed esterna e chiuderanno tutti gli esercizi commerciali ritenuti “non indispensabili“, sulla falsariga del primo lockdown di marzo.

La bozza del Dpcm prevede che il ministro Roberto Speranza debba verificare “con frequenza almeno settimanale il permanere dei presupposti” per l’assegnazione di rischio “alto” a regioni o parti di essere e provveda “con ordinanza allaggiornamento del relativo elenco” di Regioni con rischio alto. “Le ordinanze – viene specificato – sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni“. La bozza stabilisce anche che “con ordinanza adottata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale ed in ragione del rischio epidemiologico accertato, l’esenzione dall’applicazione di una o più” delle restrizioni stabilite per le zone ad alto rischio, o zone rosse.

Nelle zone caratterizzate da “uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto” – le cosiddette fasce rosse – “è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purchè comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie“. Inoltre, “è consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale

Dpcm, scuole elementari e medie restano aperte in tutt’Italia

Le scuole superiori dovranno effettuare “didattica a distanza al 100%“, mentre restano le lezioni in presenza per gli altri studenti (infanzia, elementari e medie). Lo prevede la bozza del Dpcm sulla quale sta lavorando il governo. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata“. Viene precisato che “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, nonché di studenti e studentesse figli o affidati alla responsabilità di soggetti impegnati in servizi essenziali nell’emergenza epidemiologica“. Invece, “l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina“.

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