MAREGGIATA LIGURIA 20 Dicembre: le ORCHE fuggono da GENOVA, riusciranno a salvarsi?

Pubblicato il 18 Dicembre 2019 alle 4:00

In vista dell’imminente ondata di maltempo prevista per VENERDI 20 Dicembre in Liguria, sale le preoccupazione per le ORCHE che ormai da settimane si sono stabilite davanti alle coste genovesi. Ma questa mattina, qualcosa è cambiato!

Le orche hanno lasciato Genova! Tutte e quattro si stanno dirigendo verso ovest. Stamani sono state avvistate davanti a Vado Ligure. Lo ha annunciato Sabina Airoldi, ricercatrice di Tethys. Nei giorni scorsi è stato scoperto che provengono dall’Islanda e hanno percorso oltre 5.200 chilometri. La Capitaneria di Porto di Genova non esclude che possa trattarsi di un allontanamento temporaneo come già avvenuto nei giorni scorsi.

Non è escluso che l’allontamento possa essere dovuto anche al possibile peggioramento del tempo che sta per giungere sulla Liguria, con condizioni meteo marine avverse, venti di burrasca forte fino a 100km/h ed onde previste fino a 5 metri sottocosta e 6-7 metri al largo.

La presenza delle orche, andate via da Genova e avvistate a Vado Ligure (Savona), è stata confermata dall’equipaggio di un traghetto della Sardinia Ferries a Savona. Il traghetto è stato tra l’altro costretto a entrare in porto lentamente e prestando la massima attenzione alla navigazione per non creare problemi al gruppo di cetacei.

Secondo Mattia Giordano di REPORTER 24, l’allontanamento potrebbe essere dovuto al forte cambiamento del tempo previsto nelle prossime ore sul bacino del mar Ligure. Le condizioni meteo particolarmente avverse sia al largo sia sottocosta, potrebbero causare non pochi problemi alle orche. Lo loro localizzazione spesso entro le 2-3 miglia dalla costa è sicuramente un dato preoccupante; la forza del moto ondoso e delle correnti in superficie e sottomarine, potrebbero mettere in difficoltà i cetacei, in quanto il cambiamento sarà molto veloce e repentino nell’arco di solo poche ore.

LE ORCHE POTREBBERO CEDERE ALLA MAREGGIATA?

Le cause che determinano lo spiaggiamento di animali vivi sono al centro di un dibattito aperto che dura ininterrottamente ormai da molti decenni. Le teorie sono varie, ma si può con ragionevole prudenza affermare che tale evento può essere provocato di volta in volta da cause diverse, singole o combinate. Pertanto cause individuali, patologie o comunque situazioni di difficoltà individuale, possono indurre un animale a portarsi in prossimità della costa alla ricerca di un bassofondo sul quale appoggiarsi per poter respirare senza eccessivo sforzo. Se l’animale appartiene a una specie dal comportamento sociale particolarmente sviluppato, può succedere che gli individui del branco seguano fino a terra quello o quelli di loro che sono in difficoltà. Certamente anche cause ambientali, quali ad esempio anomalie locali nel campo geomagnetico, al quale sembra che i cetacei siano sensibili, possono provocare fenomeni di spiaggiamento talvolta anche massiccio. Per i Cetacei che invece arrivano a terra ormai morti, spinti dalle correnti e/o dalle mareggiate, la determinazione delle cause di morte assume un aspetto di estrema importanza per la valutazione dello stato di salute delle popolazioni e dell’impatto antropico operato dalle attività umane direttamente in mare o sulla costa. Ma gli spiaggiamenti di Cetacei sono una fonte di informazioni notevole perché dalle carcasse recuperate si possono ricavare notizie e dati riguardanti la biologia, l’ecologia, le patologie delle specie mediterranee e il livello di contaminazione e quindi lo stato di salute dei nostri mari.

Ogni volta che si verifica uno spiaggiamento si pone in atto la seguente procedura:

1) lo spiaggiamento viene rilevato dalle Autorità locali (Capitanerie di Porto, Carabinieri, Guardie di Finanza, Guardie Forestali etc.) o da privati cittadini;

2) viene data notizia dell’evento telefonando a Europ Assistance (02/58241) che provvederà ad informare la sede operativa del CSC;

3) dalla sede operativa viene avvisato il Corrispondente di Zona del CSC competente per territorio, al quale vengono trasmesse tutte le informazioni ricevute;
4) il Corrispondente di Zona, dopo aver controllato direttamente  e avuta conferma dell’evento, attiva il proprio gruppo di intervento e, d’intesa con le Autorità locali, organizza l’intervento.

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